altralamezia.org – Portale di informazione dal basso su Lamezia ed il Lametino

Archivio Lotte

Archivio delle lotte contadine, operaie, studentesche, ambientaliste che hanno attraversato Lamezia.
Archivio in continua evoluzione, contribuite segnalando notizie, foto e articoli di giornale.

2 gennaio 1947
Caserta, sciopero generale contro il carovita. Scioperi anche in Calabria con manifestazioni a Nicastro e Crotone. A Reggio Calabria scioperano gli edili e gli impiegati avventizi in difesa del posto di lavoro.

26 dicembre 1961
Tre giorni dopo la tragedia della Fiumarella (23 dicembre 1961, 71 morti), disordini nelle stazioni di Soveria Mannelli, San Bernardo, Decollatura e Gagliano.

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1968-69
Manifestazioni contro le zone salariali

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Gennaio – Febbraio 1970: le proteste per l’università
Il 22 gennaio 1970 gli studenti bloccano le vie d’accesso alla città. Bloccato il ponte sul torrente Piazza, sit-in a Piazza d’Armi.
Il giorno seguente vengono occupati i binari della stazione di Gizzeria Lido.
Il 26 gennaio gli studenti contestano i politici presenti all’inaugurazione dello sportello della Cassa di Risparmio a Sant’Eufemia. Vengono occupati i binari della stazione di Lamezia Terme Centrale. La celere carica e sgombera i binari. Si contano diversi feriti e arresti.
Il 27 gennaio tutta la città scende in strada con gli studenti, serrata delle attività commerciali. Vengono sventolati fazzoletti macchiati di sangue. Viene bloccata l’autostrada.

Manifestazione per università

25 luglio 1972
Corteo di braccianti ed edili a Lamezia Terme.

11 gennaio 1974
Oltre 10000 persone tra operai della Sir, edili, contadini della piana e dell’area montana, braccianti, coltivatori diretti di Bella e Curinga, insegnati, impiegati, lavoratori degli altri settori, disoccupati, studenti e commercianti, in corteo a Lamezia Terme per lo sciopero proclamato da CGIL, CISL e UIL.

 

manifestazione studentesca
Manifestazione studentesca per le strade di Lamezia

20 ottobre 1974
Muore sotto i colpi di pistola sparati da due fascisti Adelchi Argada, militante del Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario.

21 ottobre 1974
Manifestazione per Adelchi Argada.

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22 ottobre 1974
Funerale di Adelchi Argada. 30000 persone in strada.
(Ulteriori approfondimenti nella pagina Adelchi Argada)

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30 ottobre 1975
Oltre 5000 persone tra operai Sir, braccianti, studenti e lavoratori della città sono scesi in corteo a Lamezia in occasione dello sciopero proclamato da CGIL, CISL e UIL.

1975 Manifestazione disoccupati a Catanzaro, spezzone FGCI di Lamezia

manifestazione disoccupati cz

9 gennaio – febbraio 1976
Occupati i cantieri della Sir contro i licenziamenti che colpirebbero 500 degli 800 operai occupati nell’area industriale di Lamezia.

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16 gennaio 1976
Assemblea dei lavoratori Sir davanti ai cancelli degli stabilimenti. Dopo l’assemblea occupata la sede del Comune.

29 gennaio 1976
Bloccata per una giornata la stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale da parte degli operai SIR.

occupazione stazione per sir

23 marzo 1976
Corteo per le via di Lamezia degli operai SIR e degli studenti con blocco della stazione di Lamezia Terme Centrale.

24 aprile 1976
Occupata per diversi giorni la fabbrica di manufatti in cemento Gatti di Lamezia Terme che dava lavoro a 25 operai e che è fallita.

1 maggio 1976 a Nocera Terinese

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19 ottobre 1976
Manifestazione dei 300 corsisti Ciapi a Lamezia Terme.

Manifestazione CIAPI 76

20 ottobre 1976
Manifestazione per Adelchi Argada.

26 ottobre 1976
Sciopero generale di 4 ore e manifestazione dei lavoratori di tutti i settori della città e della zona.

5 marzo 1977
Assemblea nei cantieri della SIR, sciopero articolato di due ore per ogni turno del personale occupato nella SIR e di due ore complessive per ogni giorno delle altre categorie di lavoratori.

1 giugno 1977
Migliaia in corteo a Taranto, Cosenza e Lamezia Terme.

29 settembre 1977
Corteo di braccianti ed edili nell’ambito dello sciopero promosso dalla CGIL, CISL e UIL a Lamezia Terme. Al corteo hanno partecipato anche metalmeccanici e i chimici della Sir.

corteo 29 settembre 77

20 ottobre 1977
Manifestazione per Adelchi Argada.

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13 gennaio 1978
A Lamezia Terme feriti una decina di operai in seguito alla violenta e inaspettata carica che polizia e carabinieri hanno effettuato contro i lavoratori della Sir in sciopero contro le lettere di licenziamento e le nuove sospensioni. I lavoratori avevano occupato la stazione di Lamezia Terme Centrale. Due lavoratori vengono arrestati con l’accusa di blocco ferroviario e resistenza a pubblico ufficiale.

cariche 13 gennaio 78

25 gennaio 1978
A Lamezia Terme scioperano per 8 ore edili e metalmeccanici contro i 1.200 tagli alla Sir. Partecipato corteo nonostante la pioggia. Si sciopera e si manifesta anche a Porto Marghera contro il migliaio di licenziamenti previsti nelle imprese d’appalto.

24 maggio 1978
Bloccata dagli operai della Five Sud e della Sud-Ir la strada che collega l’area SIR con San Pietro Lametino.

25 maggio 1978
Scioperi articolati per turno, blocco stradale di due ore e assemblee dei lavoratori della Five Sud e della Sud-Ir contro la decisione di mettere in cassa integrazione 120 operai.

16 novembre 1978
Nell’ambito degli scioperi articolati per l’occupazione nel sud, si sciopera a Torino, Napoli dove manifestano decine di migliaia di persone alla presenza dei tre segretari confederali, Taranto con 20.000 persone, Cosenza, Lamezia e Gioia Tauro. I sindacati hanno invece rimandato lo sciopero a Milano, dove scendono in piazza egualmente gli operai della sinistra di fabbrica, con Democrazia proletaria.

28 febbraio 1979
Migliaia di lavoratori dei cantieri SIR e giovani attraversano in corteo, a bordo delle proprie auto, il quartiere di Sant’Eufemia Lamezia.

6 novembre 1979
Dopo un’assemblea nei cantieri della SIR, gli operai hanno bloccato per diverse ore la linea ferroviaria.

13 aprile 1980
Operai SIR occupano la Statale 18 in prossimità del polo industiale.

15 aprile 1980
Operai SIR occupano per 4 ore la stazione di Lamezia Terme Centrale.

16 aprile 1980
Dopo un’assemblea sindacale gli operai Sir occupano nuovamente la stazione di Lamezia Terme Centrale.

29 aprile 1980
Assemblea degli operai davanti ai cancelli della SIR.

14 maggio 1980
In occasione dello sciopero generale unitario un imponente corteo di operai SIR, disoccupati, studenti, edili e contadini attraversa le principali vie di Lamezia. Al corteo presenti delegazioni di operai degli stabilimenti SIR di Ottana, Porto Torres, Milano e Battipaglia.

8 dicembre 1981
15000 persone tra lavoratori, disoccupati, giovani, pacifisti in corteo sotto la pioggia a Lamezia Terme contro guerre e fabbriche di armi.

manifestazione1981

8 Marzo 1987
Segato traliccio ENEL, rivendicazione dei “Rivoluzionari antinucleare” (Fonte: http://piemonte.indymedia.org/articolo/13486)

17 novembre 1987
Forestali provenienti da tutta la regione bloccano per 10 ore la stazione di Lamezia Terme Centrale.

26.11.1999: corteo per l’apertura del nuovo ospedale

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10.10.2001: Corteo studentesco contro la guerra

corteo_pace_10_ottobre_2001

dicembre 2001: Occupazione Liceo Classico

Liceo_classico_gennaio_2002

6.12.2002 studenti medi di Lamezia in corteo non autorizzato a Catanzaro per protestare contro le condizioni delle scuole lametine.

6dicembre2002foto

 

12.11.2003: Presidio al CPT

Apriamo le porte dei CPT Riconvertiamo il CPT di Lamezia

Le ennesime morti in mare degli ultimi tempi, le donne e gli uomini annegati nel tentativo di raggiungere le coste italiane alla ricerca di una vita migliore e più degna, la discussione scaturita dalle dichiarazioni di Fini sul voto agli immigrati e dalle intenzioni di Pisanu di promuovere una sorta di consulta musulmana per definire nuovi criteri di accoglienza, impongono una riflessione più ampia sugli effetti che le ultime leggi sull’immigrazione hanno prodotto a livello sociale e umano ed una nuova e più chiara valutazione sui CPT, vere e proprie carceri per donne ed uomini che nessun tribunale ha condannato. Le condizioni dei migranti, nel nostro Sud, assumono connotati ancor più gravi: i CPT stanno scoppiando. Non riuscendo a gestire il sempre maggior numero di presenze, le condizioni di vita cui sono costretti gli “ospiti” rasentano la miseria più assoluta, ne abbiamo avuto ulteriore testimonianza durante la visita fatta al CPT di Lamezia. Una struttura nata alla luce delle opportunità offerte dalla legge Basaglia, la famosa legge 180 che apriva i manicomi, ma trasformatasi in un luogo promiscuo, una sorta di limbo degli esclusi, in cui malati mentali, tossicodipendenti e migranti condividono spazi tra loro contigui, intersecando storie e disagi in un luogo che sempre più assume i connotati di un vero e proprio lager. L’esperienza di Badolato, in termini di ospitalità, in coincidenza dell’arrivo dell’Ararat con 835 kurdi, lasciava immaginare un’attenzione ed una disponibilità diverse nei confronti della dignità di tutti quegli esseri umani scappati dalla guerra, dalla repressione, dalla fame e dalla disperazione. La Turco-Napolitano e la Bossi-Fini, il fallimento del PNA (un programma nazionale che poneva le condizioni per una diversa accoglienza dei migranti), le restrizioni apportate ai criteri per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, il razzismo dilagante in molte realtà italiane favorito anche dai media, hanno messo a nudo il vero dramma dell’emigrazione, che solo una politica asfittica può ridurre ad un problema, tra l’altro ingestibile, di ordine pubblico. Altro significato ha per noi il termine accoglienza, chiara dimostrazione ne è l’esperienza della Casa del Migrante di Castiglione Cosentino che coinvolgendo in prima persona gli stessi migranti nella gestione della struttura riesce ad avere un rapporto aperto con la popolazione, senza sbarre e cancelli. Un mondo globalizzato non può garantire esclusivamente la libera circolazione delle merci ed impedire la libertà di movimento degli esseri umani. bensì, dovrebbe assumere, nelle sue istanze politiche, la capacità di governare secondo “logiche nuove” i problemi politici dell’oggi: la guerra, l’emigrazione, l’uso delle risorse, la gestione dei servizi e i diritti. I CPT rappresentano la concretizzazione di questo modo inadeguato di affrontare i problemi, in quanto simboli di una logica di negazione di ogni diritto elementare e come tali vanno aboliti nella loro attuale forma e riconvertiti in centri di vera accoglienza, con al centro la dignità dell’uomo e che siano capaci di affrontare le problematiche che stanno dietro il dramma di ogni singolo soggetto. Per tutto ciò, diverse realtà del Movimento in Calabria stanno organizzando un presidio di solidarietà con i reclusi del CPT di Lamezia Terme e per richiederne l’immediata chiusura, come “lager per immigrati”, ed una sua immediata riconversione. L’appuntamento per tutti è per sabato 15 novembre 2003 alle ore 14 nel piazzale antistante la sede della cooperativa “Malgrado Tutto”, gestore del centro lametino. A questo presidio hanno già aderito gli imputati del processo contro la rete del Sud Ribelle, ad un anno dal loro arresto avvenuto il 15 novembre 2002, che affermeranno, con la loro presenza, la volontà di proseguire nella ricerca di un mondo migliore, un mondo senza frontiere, di reali diritti e di eguali.

CSOA “Angelina Cartella” / Associazione Culturale Multietnica “La Kasbah” / Libera Associazione di Idee / Comunità Kurda Calabrese / Radio “Ciroma” / Piana Social Forum / Tirreno Social Forum

 

27.11.2004: Cosenza Città Aperta

27nov2004

Il due dicembre a Cosenza comincerà il processo in corte d’Assise per tredici compagni e compagne del movimento noglobal. L’accusa é di aver costituito, col tramite di un’associazione sovversiva, una “cupola” capace di “tele-guidare” il movimento nei controvertici di Napoli e Genova 2001 per “devastare le città” al fine di “attentare all’ordine costituzionale e sovvertire l’ordine economico dello stato”. Con queste ed altre gravissime contestazioni (cospirazione, propaganda sovversiva, associazione a delinquere ecc) entra quindi nel vivo una vicenda processuale che ebbe l’attenzione di tutta l’Italia pochi giorni dopo il Social Forum di Firenze del 2002 con l’arresto “cautelare” di 18 attivisti meridionali. L’enorme solidarietà popolare (che portò a manifestare nelle strade di Cosenza oltre 100.000 persone), mise immediatamente in evidenza il carattere pretestuoso, tragicomico e incongruente del teorema accusatorio. Un teorema che legge uno straordinario fenomeno politico come il prodotto di un’organizzazione verticista e criminale e che così ribalta il quadro delle responsabilità sui fatti di Napoli e di Genova 2001.
Malgrado tutto però quel teorema accusatorio costringe ancora oggi tre attivisti all’obbligo di firma e soprattutto si è concretizzato nella richiesta di rinvio a giudizio per 13 persone con accuse che prevedono pene molto pesanti. La costituzione di parte civile del Governo italiano che chiede 5 milioni di euro per “Danni d’immagine”(!) conferma il permanere di una “committenza politica” del processo. Come nell’analogo procedimento che si conduce a Genova con pesantissime accuse contro altri 26 compagni, manifestanti contro il G8, si evidenzia perciò non solo un’intento vendicativo, ma anche uno scopo intimidatorio ed il tentativo di sperimentare e “affinare” gli strumenti repressivi per adattarli alla nuova emergenza delle lotte sociali. In quest’ultimo anno infatti il meridione italiano é stato scosso da autentiche ribellioni popolari innescate dal diritto alla salute, al reddito e alla salvaguardia ambientale. Come dimostrano Melfi, Scanzano e Acerra alcuni tra i temi più scottanti su cui si é schierato il movimento noglobal tendono a diffondersi “motu proprio” secondo i processi orizzontali e reticolari tipici dei grandi movimenti di massa. é evidente che al tempo della guerra permanente i governi della barbarie non possono permetterlo…! Perciò con i processi sul Global Forum di Napoli e il G8 di Genova si apre una battaglia politica la cui posta in palio non é “soltanto” la sorte personale di decine di compagni e compagne e neppure la fondamentale affermazione della verità storica e sociale su quelle giornate, ma la possibilità stessa di continuare a ostacolare la nuova barbarie della guerra e della devastazione sociale e ambientale.
L’unica “vittoria” possibile, in simili processi, non potrà pertanto limitarsi al piano giudiziario, ma dovrà essere la presa di coscienza in tutto il paese che nel 2001 ci fu una calcolata e drammatica sospensione dello stato di diritto: si estesero a uno straordinario fenomeno politico quei dispositivi di violazione dei diritti della persona che sempre più vengono sperimentati sui soggetti deboli della società a partire dai migranti. Perciò facciamo appello ai movimenti, ai lavoratori, alle forze politiche e sindacali sinceramente democratiche, per combattere con l’informazione e la mobilitazione l’affermarsi di questa moderna inquisizione. Affinché Cosenza diventi nuovamente una “città aperta”, pronta a riaccogliere, come nel 2002, una mobilitazione generale del “movimento dei movimenti” con una manifestazione nazionale il 27 novembre ’04 ed un assemblea contro la distruzione dei diritti e delle garanzie sociali il 28 novembre. La settimana di mobilitazioni a Cosenza si concluderà con un presidio di massa sotto il tribunale il giorno dell’avvio del processo giovedì 2 dicembre alle ore 9.00.

SABATO 27 NOVEMBRE 2004 – ore 15.00
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A COSENZA
– VERITA’ E GIUSTIZIA PER NAPOLI E GENOVA 2001
– CONTRO LA GUERRA MILITARE, ECONOMICA E SOCIALE
– CONTRO LA REPRESSIONE DELLE LOTTE SOCIALI DIFENDIAMO IL NOSTRO DIRITTO A CAMBIARE IL MONDO

 

Appello per l’adesione alla manifestazione regionale contro i CPT del 12/11/05

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I migranti sono e saranno sempre più una componente importante della nostra società.
Le politiche che li riguardano rappresentano un nodo centrale per le regole della convivenza, per la qualità della democrazia della nostra società.
L’attuale legge sull’immigrazione (Bossi-Fini) e il potenziamento dei centri di permanenza temporanea istituiti nel ’98 da un governo di centro-sinistra vanno nella direzione opposta.
L’introduzione del reato di clandestinità fa sì che ogni migrante venga considerato alla stregua di un criminale. Su tale logica si basa l’esistenza dei centri di detenzione per donne, uomini, bambini che non hanno commesso alcun reato, privati della libertà personale per sessanta giorni e sessanta notti, costretti a subire soprusi e violenze di ogni genere. Su questi spazi vige da sempre la segretezza assoluta: l’accesso all’interno è riservato ai parlamentari salvo esclusioni, guai a parlare di giornalisti o telecamere, – ufficialmente per “tutelare la privacy dei trattenuti”, in realtà per evitare che giungano notizie scomode e poco rassicuranti.
I cpt sorgono nelle periferie di grandi città, come Torino e Milano, ma alcune volte la scelta contingente è caduta sui luoghi di approdo come Crotone, Bari, Lampedusa.
I cpt sono dei veri e propri business. Le convenzioni firmate tra le Prefetture e i rispettivi gestori dei singoli centri di permanenza temporanea raggiungono costi annui superiori talvolta ai quattro milioni di euro.
La Calabria vanta il ben triste primato dell’esistenza di due centri di permanenza temporanea, a Crotone e Lamezia Terme.
Tali strutture sono state già oggetto di interesse di numerose proteste e proposte da parte di attivisti, nonché di esposti e denunce per gravi episodi di violenza e di non rispetto dei diritti umani fondamentali verificatisi al loro interno; denunce e proposte presentate alle procure e alla pubblica opinione a firma di medici, operatori, deputati e personalità ed Enti anche ecclesiali come le Caritas.
Siamo terra inzuppata in mezzo ai mari, spina dorsale del Mediterraneo, perciò siamo stati attraversati da popoli e civiltà. Ora contro l’umanità del mondo che si sposta a milioni risalendo i paralleli si è cercato di mettere un cancello alla storia e alla geografia.
La Calabria è terra di accoglienza vera, non di repressione e di negazione dei diritti. Per questo riteniamo che sia necessario chiudere tutti i cpt, ovunque essi sorgano, e dare vita a nuove forme di accoglienza che tengano conto della dignità di uomini, donne e bambini la cui unica colpa è di avere immaginato un futuro diverso da quello cui sono condannati dalle politiche imperialiste.
Le esperienze di accoglienza rappresentano l’alternativa all’attuale sistema di repressione e possono offrire un valido contributo alla demolizione di quei muri fatti di ipocrisia, indifferenza, ignoranza, contro i quali i migranti da sempre sono costretti a fermarsi.
Per questi motivi, giorno 12 novembre 2005 una serie di realtà appartenenti all’associazionismo laico e cattolico di tutte le province calabresi intende promuovere nella città di Lamezia Terme una manifestazione regionale contro i centri di permanenza temporanea, contro l’attuale legislazione in materia di immigrazione e per ribadire la necessità di sostenere percorsi di reale accoglienza.

Programma della giornata:

Ore 15:00 presidio davanti al CPT di Lamezia T. “Malgrado Tutto”.
Ore 17:00 concentramento in C.so G. Nicotera, tratto di strada tra Via Tevere e Via Po (Lamezia T.).
Sensibilizzazione della popolazione tramite proiezione video.
Microfoni aperti, mostra fotografica, volantinaggio, diffusione sonora.
Per adesioni: baobabcs@yahoo.it; ass.lakasbah@libero.it;

Aderiscono:
Gianni Speranza, Sindaco di Lamezia Terme CZ – Eva Catizone, Sindaco di Cosenza – Coordinamento di Associazioni “Baobab” per i diritti dei migranti Cosenza (Piccola Comunità Filippina, Centro Informazioni Immigrati ONLUS, Piccola Comunità Rumena, La Kasbah, Associazione Alba, comunità Brasiliana, Comunità di S. Egidio, Comunità Suore di Maria Bambina, Movimento Giovanile Missionario, Azione Cattolica Italiana) – Diocesi di Cosenza-Bisignano – Consiglio Islamico Assalam Onlus – Punto Pace di Pax Christi Lamezia Terme- Movimento Risveglio Popolare – Libera Lamezia Coordinamento provinciale – SAE Catanzaro – Circoscrizione Regionale di Banca Etica – C.N.C.A. (Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza) – Forum del Reventino – Fish Calabria – ARCI Lamezia – ARCI Crotone – – Centro di Democrazia e Diritti – Rua Sao Joao – Associazione IntegrAzioni Calabria – Amnesty International gruppo 239 Lamezia Terme – Associazione Internazionale delle Donne per la Comunicazione “MEDiterranean MEDIA” – IV Circolo Didattico Enrico Borrello di Lamezia Terme – Libera Associazione di Idee (Commercio equo e solidale) – DPI (Disabled Peoples International) – Italia Onlus DPI (Disabled Peoples International) Europe – Emergency Cosenza – Sportello Informaimmigrati CGIL Cosenza – Associazione Culturale Ulisse San Demetrio Corone CS – AUSER Calabria – Associazione Comunità Progetto Sud – Coop Sociale Ciarapanì – Emily in Italia, Cosenza – Associazione Hesperia onlus di Acquaformosa – Ingegneria Senza Frontiere, Cosenza – Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, Circolo di Cortale – Joggi Avant Folk – Collettivo XXVI luglio Cassano – Rete Meridionale del Nuovo Municipio – Laboratorio Sociale Autogestito Esankata CZ – Zona Autonoma Filo Rosso CS – Movimento Ambientalista del Tirreno – Collettivo “A Gatta” Cosenza – Rete No Ponte – CSOA A. Cartella RC – Casa delle Culture CS – Collettivo Zenith – Collettivo Lamezia Rossa – Rebelfans Cosenza – Radio Ciroma – Carta – Partito della Rifondazione Comunista (Fed. Regionale Calabria; Fed. Prov.le di CS, KR, CZ, RC e VV; AMR Progetto Comunista CS; Circoli: Carlo Giuliani Unical, “A. Argada” di Lamezia Terme CZ, Che Guevara di San Demetrio Corone CS, Grimaldi CS, F. Gullo di Cosenza, Rende CS, “G. Impastato” di Rose, A. Gramsci di Acquaformosa CS) – Federazione Regionale dei Verdi – Confederazione Cobas, Cosenza – CGIL Cosenza – CIB-UNICOBAS Calabria – FIOM-CGIL Calabria.

 

12.05.2005: manifestazione regionale contro la ‘ndrangheta

Migliaia di lavoratori, pensionati, precari, disoccupati e studenti in corteo a Lamezia Terme per la manifestazione regionale contro la ‘ndrangheta indetta dai sindacati e alla quale hanno aderito decine di associazioni e movimenti provenienti da tutta la Calabria.

 

07.07.2006: Giornata di mobilitazione contro il CPT

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26 novembre 2007: Contestato il ministro Bersani

Blitz di MDT a Lamezia Terme
Oggi 26 Novembre, 50 attivisti del Movimento per la Difesa del Territorio hanno compiuto un blitz di protesta al Centro Agro Alimentare di Lamezia Terme, dove si riunivano per un convegno sullo sviluppo della Calabria, Loiero Bersani e Fioroni.
I 50 attivisti si sono disposti a macchia di leopardo e distanti l’uno dagli altri sulla platea dell’auditorium, e appena ha preso la parola il Ministro Bersani, hanno interrotto il convegno con bandiere, cartelloni e fischi accusando il Ministro e l’attuale governo di prepotenza e strafottenza nei confronti della situazione della piana di Gioia Tauro (dove oltre a un inceneritore, un mega depuratore e una mega discarica, sono in fase di realizzazione il raddoppio dell’inceneritore, una centrale Turbogas e un mega elettrodotto). L’azione è stata disposta in più momenti: i militanti a turno, in piccoli gruppetti, non hanno permesso al Ministro di prendere parola, creando scompiglio e disordine nella sala.
Ogni qual volta un singolo gruppo contestava il Ministro e veniva allontanato immediatamente, c’era un altro gruppo che lo contestava. Il parapiglia è durato una decina di minuti, fino a che non sono stati cacciati dalle forze del Dis(ordine) tutti i militanti dell’Mdt.
Senza parlare dell’intervento del presidente della regione Loiero, inerente il livello d’istruzione in Calabria, completamente sgrammaticato e palesemente privo di significato ed enfasi (CHISSA’CHI GLIEL’HA SCRITTO).
Davanti l’auditorium, i militanti si sono riuniti per sensibilizzare e volantinare a tutti i partecipanti al convegno e ai numerosi giornalisti che si sono subito informati della situazione della Piana, e sono stati invitati ad aderire allo SCIOPERO GENERALE e alla MANIFESTAZIONE del 22 Dicembre a Gioia Tauro contro l’incenerimento dei rifiuti.
All’uscita di Loiero altri fischi roboanti, hanno accompagnato il Presidente lungo la strada del ritorno.

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