altralamezia.org – Portale di informazione dal basso su Lamezia ed il Lametino

Collettivo Macondo

Solidarietà a chi lotta per un mondo migliore!!!

In questi ultimi anni tutti avrete sentito parlare della storia del “Sud Ribelle”, definito la cupola sovversiva capace di coordinare gli scontri durante i controvertici di Napoli e Genova del 2001. Questa storia aveva portato ad un assurdo processo che vede imputati 13 compagni con l’accusa di aver voluto sovvertire violentemente l’ordine economico costituito nello stato, 13 compagni che rischiano 50 anni di carcere e 25 anni di libertà vigilata non per aver sfasciato vetrine, ma, cosa grave per una democrazia, per aver pensato. E dall’altra parte? Chi paga? Chi paga per le torture e le cariche di Genova? Chi paga per la morte di Carlo? La risposta la sappiamo tutti… Nessuno.
13 compagni rischiano di pagare per l’inefficienza delle forze dell’ordine durante il G8 di Genova per colpa di uno Stato che non ha voluto prendersi le proprie responsabilità per quei fatti gravissimi. E’ questa la fine che tocca a chi non china la testa davanti alle ingiustizie, a chi continua a credere che questo mondo di merda può ancora cambiare? Tutto questo mentre in Calabria politici e mafiosi vanno a braccetto e si dividono i soldi destinati alla sanità.
Questo comunicato non vuole essere propaganda o accusa verso nessuno, serve a fare conoscere ai Lametini che a pochi km da casa nostra c’è gente che rischia anni di galera per aver provato a cambiare le cose e a ricordare che il 2 Febbraio a Cosenza ci sarà un corteo nazionale di solidarietà. Partecipiamo numerosi.

Collettivo Macondo

02.02.2008


Un’altra vittima sul lavoro

Martedì 13 maggio 2008 Ferdinando Vescio operaio di 34 anni muore mentre si trovava nel suo luogo di lavoro cadendo da un’impalcatura che lo reggeva mentre stava svolgendo le sue mansioni, lasciando una moglie e due figlie…
Quello che è successo non è altro che l’ennesimo episodio di morti sul lavoro che improvvisamente sembra essere tornato di moda da un po’ di tempo a questa parte. Infatti nonostante il recente periodo di campagna elettorale si sia appena concluso, riecheggiano ancora tra gli elettori le toccanti parole dei candidati in tema di sicurezza sul lavoro inneggiando a quanto di più falso e ipocrita ci possa essere (vedi le candidature in parlamento di operai della Thyssenkrupp, o le celebrazioni davanti ai luoghi degli incidenti) quanto poi ritrattare tutto nel momento in cui ci si siede ai tavoli della concertazione con i vertici di Confindustria. Le previsioni su questa tematica da parte del nuovo governo appena formatosi sono tutt’altro che incoraggianti. Basti pensare alle parole del ministro Brunetta che ha riamarcato il fatto di dover organizzare il mondo del lavoro su quelle che sono le nuove leggi del mercato; incrementare la concorrenza e ridurre gli sprechi mettendo su un piano nettamente mercificante i diritti dei lavoratori. Se si perseverasse questa nuova linea ci ritroveremo a piangere altre persone come Ferdinando che si è visto togliere via la propria vita a causa dell’assenza delle impalcature di sostegno. Con questo documento esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla famiglia della vittima e chiediamo a gran voce ai politici di impegnarsi per far si che queste tragedie non si verifichino più.
Si lavora per vivere e non si vive per lavorare!
Collettivo Macondo
14.05.2008


Emergenza Ambientale: contro inciuci e malaffare

Il quadro a tinte fosche della vicenda ambientale si arricchisce sempre più di nuove sfumature. E cosi nello scorso consiglio comunale si è consumata l’ennesima farsa ai danni della collettività lametina. Il Sindaco e la sua maggioranza sono andati in minoranza per l’inconsistenza della proposta e passa invece una mozione populista del Popolo delle Libertà: una commissione consiliare di indagine per monitorare la situazione ambientale e per verificare l’operato del sindaco, della giunta e della Multiservizi. Una commissione chiaramente composta dagli stessi responsabili politici della attuale disastro ambientale.
Ancora, alcuni consiglieri comunali hanno finanche chiesto al Sindaco la realizzazione di un inceneritore (o termovalorizzatore per chi cerca di camuffare dietro un termine una bugia) e per tutto risposta, il nostro caro “Sindaco ambientalista” non dà parere negativo ma rimanda a “responsabilità superiori” dicendo soltanto che “si tratta di scelte che non dipendono direttamente dall’autorità comunale”.
Noi ci chiediamo come mai di fronte a scelte che riguardano tutta la collettività, le decisioni vengono prese da un ristrette ceto politico che tra l’altro non rappresenta nessun volere popolare visto il trasformismo che ha caratterizzato questa Giunta e, trasversalmente, il centrodestra ed il centrosinistra a Lamezia Terme: a questo punto, proponiamo a Gianni Speranza, di dare un posto in giunta anche a Ugo De Sarro così tutti gli ex avversari politici del Sindaco non si sentiranno discriminati!
Sarebbe stato opportuno, a nostro avviso, coinvolgere la popolazione lametina e, in maniera democratica e dal basso, decidere quali emergenze ambientali affrontare e soprattutto come risolverle.
Invece, come al solito, sono prevalse le logiche autoritarie e di ceto nonostante il programma di governo parlasse esplicitamente di bilancio partecipativo, ma visto le ultime affermazioni, forse il Sindaco non ha ben chiaro chi devono essere i soggetti principali di questi strumento politico e decisionale!
E così il lametino continua ad essere una sorta di “zona franca” dove tutto è permesso e tutto è possibile: cementificazione selvaggia, abusivismo, piccole e grandi discariche abusive, pale eoliche, antenne telefoniche in zone sensibili (ospedale e scuole), nuove e più grandi discariche, impianti di depurazione che continuano a non voler essere fatti funzionare.
Contro questa politica di devastazione ambientale, contro gli interessi palesi ed occulti che si celano dietro finti comitati popolari e ceto politico, noi proponiamo una contropiattaforma che tenteremo di renderla visibile con le lotte in città. Pochi e chiari punti qualificanti:
1) No alla realizzazione della nuova discarica di località Stretto;
2) per una raccolta differenziata porta a porta;
3) per l’avvio del programma “Rifiuti zero entro il 2012;
4) per una gestione pubblica, trasparente e dal basso dell’impianto di depurazione consortile;
5) no all’installazione selvaggia di impianti eolici che devastano colline e montagne;
6) per una politica ambientalista che metta al primo posto la difesa dell’ecosistema, della salute dei cittadini, la trasparenza amministrativa e la partecipazione dal basso dei cittadini e delle realtà ecologiste attive sul territorio lametino.
Con questa piattaforma, avvieremo una serie di iniziative di lotta e di contrinformazione sulle quali chiediamo il sostegno concreto alla cittadinanza e a tutte quelle realtà sociali che, in questi anni, si sono opposte alle politiche di devastazione ambientale ed affaristico-clientelari espresse da un ceto politico cittadino sempre più autoreferenziale.
Sinistra Critica
Collettivo Macondo

09.08.2008