Disagi studenti pendolari: volantinaggio del Collettivo Ri-Scossa Studentesca

Il Collettivo Ri-Scossa Studentesca fa proprie le rivendicazioni degli studenti pendolari che, ogni mattina, per poter raggiungere le proprie scuole, subiscono una serie di disservizi a causa delle carenze del trasporto pubblico locale.
Ancora una volta le autorità rimangono sorde agli appelli degli studenti di Sant’Eufemia che chiedono il potenziamento dei collegamenti tra il loro quartiere ed il centro cittadino.
Numerose infatti sono state le segnalazioni degli studenti e dei genitori che spesso hanno visto i propri figli rimanere a terra a causa del sovraffollamento dei pullman urbani.
A questo si aggiungono i tagli alle corse dei treni regionali sulla tratta Lamezia Terme Centrale – Lamezia Terme Nicastro con l’unica possibilità di usufruire del treno delle 06:50 per l’andata e di quello delle 14:15 per il ritorno.
Per questi motivi chiediamo l’immediato potenziamento delle linee autobus ed il ripristino delle corse sulla tratta ferroviaria, decisamente migliore per la vicinanza della stazione di Nicastro alla maggior parte delle scuole medie superiori, per la puntualità, per la maggiore disponibilità di posti rispetto ai pullman e, di conseguenza, per la maggiore sicurezza dei viaggiatori pendolari.
Nell’esprimere la nostra solidarietà agli studenti pendolari avviamo da subito con una campagna di sensibilizzazione che possa portare ad una rapida risoluzione del problema.

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Antispecismo è antifascismo

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In piazza per il Kurdistan: sabato 24 settembre manifestazione nazionale a Roma

Da oltre un anno nelle zone curde della Turchia è in corso una sporca guerra contro la popolazione civile. Dopo il successo elettorale del Partito Democratico dei Popoli (HDP), che ha bloccato il progetto presidenzialista di Erdogan, il governo turco intraprende un nuovo percorso di guerra ponendo termine al processo di pace per una soluzione duratura della irrisolta questione curda. Intere città – Diyarbakir, Cizre, Nusaybin, Sirnak, Yuksekova, Silvan, Silopi, Hakkari, Lice – vengono sottoposte a pesanti coprifuochi e allo stato di emergenza, con migliaia tra morti, feriti, arrestati e deportati.
Dopo il fallito “tentativo di golpe” del 15 Luglio, attribuito ai seguaci di Gülen, Erdogan dà il via al terrore che sta eliminando qualsiasi parvenza di democrazia, con il repulisti di accademici, insegnanti, giornalisti, magistrati, militari, medici, amministratori, impiegati statali, invisi al regime: 90.000 tra licenziamenti e rimozioni, 30.000 arresti; chiusura di giornali, stazioni radio-televisive, centri di cultura e sedi di partito.
Inoltre vi è la forte preoccupazione per le condizioni di sicurezza e di salute del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, di cui non si hanno più notizie certe: dal 5 aprile 2015 Öcalan è segregato in isolamento, gli vengono negati il diritto a comunicare e a incontrare i familiari e gli avvocati in spregio e alle convenzioni e ai diritti internazionali. Abdullah Öcalan, legittimo rappresentante del popolo curdo, è indispensabile alla risoluzione della questione curda nell’ambito della democratizzazione della Turchia e del Medio Oriente, così come tracciato nel disegno del Confederalismo Democratico.
Il 24 agosto 2016 l’esercito turco ha invaso la città di Jarablus con il pretesto di combattere il terrorismo e lo Stato Islamico (IS) che ha consegnato la città all’esercito turco e alle organizzazioni jihadiste a loro fianco, come Jabhat Fatah al-Sham e a gruppi come Ahrar El-Sham, senza colpo ferire. Gli attacchi dell’esercito turco non sono diretti contro ISIS ma contro le Forze Democratiche Siriane (SDF), esclusivamente ai danni dell’insorgenza liberatrice curda nei territori del Rojava.
È un dato di fatto che gli Stati Uniti e l’Europa non solo hanno chiuso un occhio su questi attacchi, ma stanno fornendo il sostegno allo Stato turco che con la complicità dell’UE continua a usare i profughi come arma di ricatto. L’invasione turca del nord della Siria aumenta il caos esistente nella regione inferocendo la guerra civile, creando nuovi rifugiati e nuovi disastri umanitari.
TUTTO QUESTO DEVE FINIRE! RIFIUTANDO IL VERGOGNOSO ACCORDO UE-TURCHIA, CHE LEDE I DIRITTI UMANI DEI PROFUGHI E FINANZIA LA GUERRA SPORCA CONTRO IL POPOLO CURDO.
Il popolo curdo insieme agli altri gruppi etnici, religiosi e culturali ha costituito una Confederazione Democratica nel nord della Siria, il Rojava, dove coesistono pacificamente e nel rispetto reciproco popoli e fedi religiose diverse tra loro: assiri, siriani, armeni, arabi, turcomanni. Questa Confederazione rappresenta una prospettiva ed un valido esempio per una Siria democratica; per questo è necessario sostenere questa esperienza di rivoluzione sociale di cui sono state protagoniste in primo luogo le donne.
Ora questa decisiva esperienza democratica per le sorti di un altro Medio Oriente rischia di essere cancellata dall’invasione turca. E’ dunque urgente la mobilitazione internazionale a fianco del Rojava e della resistenza del popolo curdo.
Rispondendo all’appello internazionale sottoscritto da intellettuali, scrittori, artisti, politici e difensori dei diritti umani, invitiamo tutti e tutte coloro che in questi anni hanno sostenuto la lotta di liberazione del popolo curdo e la rivoluzione democratica, A SCENDERE IN PIAZZA IL 24 SETTEMBRE A ROMA
* Per fermare l’invasione turca del Rojava; contro la sporca guerra della Turchia al popolo curdo e sulla pelle dei profughi e rifugiati
* Contro la repressione della società civile, del movimento curdo e di tutte le forze democratiche in Turchia
* Contro la barbarie dell’Isis per l’universalismo dei valori umani;
* Per il Confederalismo Democratico
* Per bloccare il supporto delle potenze internazionali e locali, in particolare USA e UE alla Turchia e mettere fine al vergognoso accordo sui profughi
* Per la fine dell’isolamento e per la liberazione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan

IN PIAZZA PER IL KURDISTAN
ROMA – PORTA PIA ORE 14.00
SABATO 24 SETTEMBRE

Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia
Rete Kurdistan Italia

www.retekurdistan.it

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Piacenza: un assassinio padronale

logo_main_usbPubblichiamo la nota stampa della Confederazione Regionale USB Calabria sul gravissimo episodio avvenuto questa notte davanti ai cancelli della GLS di Piacenza dove un operaio di 53 anni, che stava partecipando ad un picchetto promosso dall’USB, è stato travolto e ucciso da un camion uscito dai cancelli dell’azienda. Intanto a Cosenza l’USB e i movimenti hanno lanciato per sabato 17 settembre una giornata di mobilitazione con due presidi: dalle 8.00 alle 12.00 presso la sede GLS di Rende in contrada Cola di Volpe; dalle ore 17.00 alle 20.00 davanti alla Prefettura di Cosenza.

ANCHE LA CALABRIA A FIANCO DEL LAVORATORE
La USB chiede incontro urgente al Ministro Poletti

Abd Elsalam Ahmed Eldanf, 53 anni 5 figli, operaio presso il magazzino GLS di Piacenza è stato ucciso da un camion lanciato contro il picchetto che accompagnava una difficile trattativa in corso nella notte. Assieme a lui è rimasto ferito, per fortuna in maniera lieve, un altro facchino.
Abd Elsalam, pur non essendo un precario, lottava contro la precarietà e per il rispetto degli accordi sottoscritti, a prezzo di dure lotte, tra l’USB e la GLS costantemente messi in discussione dall’azienda.
Le responsabilità dell’azienda sono incontrovertibili, sia per il clima di ricatto e di schiavitù che vige nei suoi depositi attuato grazie alla totale complicità di tutte le altre sigle sindacali, sia per aver incitato i camionisti dell’azienda a sfondare il picchetto.
Altrettanto incontrovertibili le responsabilità del Governo nella destrutturazione dei diritti dei lavoratori che sono la vera causa dell’assassinio di Abd Elsalam Eldanf.
La USB ha dichiarato lo SCIOPERO IMMEDIATO di tutto il settore della logistica a livello nazionale dalle 05 di oggi 15 settembre alle 05,00 del 16 settembre con blocco dei magazzini e delle merci ed ha invitato le proprie strutture di fabbrica ad organizzare scioperi e fermate di protesta.
Alle ore 13,30 Conferenza Stampa sul piazzale antistante la GLS
In tutte le principali città italiane si svolgeranno in giornata presidi di protesta presso gli Uffici del Governo.
A Roma alle ore 15,00 mobilitazione sotto gli uffici del Ministro del Lavoro in Via Veneto dove USB chiede di incontrare il Ministro Poletti.
Sabato 17 ore 12,00 manifestazione a Piacenza.
La USB CALABRIA è pronta a sostenere la lotta dei lavoratori dei depositi calabresi e ad aprire un confronto con loro, nonché a far aprire gli occhi a tutte quelle persone che, ogni giorno, invadono i nostri centri commerciali, senza sapere chi trasporta e carica la merce, ma sopratutto senza sapere, né preoccuparsi, di quanto questi lavoratori vengano mal pagati e sfruttati!!!!!!

Confederazione Regionale USB Calabria

Volantinaggio del Collettivo Ri-Scossa Studentesca per l’inizio dell’anno scolastico

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Ovunque caos avvio anno scolastico, dimissioni Ministro!

bc01b-logo2bpspInizio d’anno scolastico in differita per molti docenti calabresi assunti con la “buona (?) scuola”.
Lo comunica formalmente l’Ufficio Scolastico Regionale della Calabria.
“Considerato il protrarsi di molte delle operazioni di mobilità del personale docente (esiti dei tentativi di conciliazione, assegnazioni provvisorie , sistemazione del personale in esubero a livello nazionale) che si concluderanno entro il 15 settembre, tutti i docenti che non sono titolari di sede, dovranno assumere servizio il 1 settembre nella scuola dove erano stati assegnati nella provincia di titolarità nell’anno scolastico 2015/16”.
Questa la soluzione incredibile trovata dal Direttore USR Calabria per arginare il caos d’inizio anno scolastico dovuto agli effetti deleteri della legge 107/2015, praticamente dichiara che al 31 agosto per alcuni docenti destinati agli ambiti calabresi non sarà possibile conoscere la scuola in cui lavoreranno, grazie al nuovo sistema di titolarità su ambito e non su scuola, e quindi dovranno effettuare la rituale presa di servizio nella scuola in cui hanno lavorato l’anno precedente. Infatti la caotica mobilità straordinaria prevista per quest’anno ha riguardato in prima battuta i trasferimenti interprovinciali e gli esuberi del personale di vecchio ruolo, poi i neo assunti fase a, b, c.
Nel calderone degli incarichi ci sono anche entrati in differita i posti riservati al concorso, alcuni dei quali assegnati, altri no per l’elevato numero dei bocciati. Inoltre a 20 giorni dall’ultima data di inizio delle lezioni secondo il calendario scolastico delle varie regioni, i docenti trasferiti d’ufficio che hanno chiesto assegnazione provvisoria potrebbero essere assegnati a diversa sede.
Se a tutto ciò aggiungiamo i numerosissimi ricorsi per gli errori infiniti commessi dal MIUR, solo in infinitesima parte sanati con le conciliazioni (Tentativi di conciliazione: 2600 istanze accolte su 17500 movimenti effettuati.), visto che queste non sono state concesse a tutti e perlopiù hanno comportato solo uno spostamento di pochi km dalla sede erroneamente assegnata, il quadro dell’inizio anno è sufficientemente drammatico da non lasciare ben sperare ad alunni e famiglie.
Ad un anno dall’introduzione della Buona (pessima) Scuola, i fatti e i dati smentiscono palesemente la lezioncina alla lavagna fatta dal Premier Renzi che elencava, tra i vari vantaggi della riforma, la continuità didattica: il precariato triennale esteso a tutti i docenti diventa nella mistificazione propagandistica, infatti, continuità didattica.
Già dallo scorso anno tutti i cittadini possono toccare con mano gli effetti di tale continuità nell’avvicendarsi inedito per la scuola italiana di docenti sulle cattedre della scuola pubblica.
Questi i casi a cui un Ministro dovrebbe dare risposte o dimettersi, ma gli uffici periferici di viale Trastevere prendono decisioni autonome e difformi nelle varie regioni, senza un coordinamento nazionale, evidenziando l’assenza di soluzioni da parte del governo a problemi da esso stesso creati, che finiranno prima o poi per smantellare il sistema di istruzione.

Da partigianidellascuolapubblica.org

Protesta dei Precari dei Vigili del Fuoco USB sotto la sede del PD

vigilifuocolameziaUn gruppo di Precari dei Vigili del Fuoco aderenti all’Unione Sindacale di Base ha presidiato, ieri mattina, la sede regionale del PD, a Lamezia Terme, per sollecitare la calendarizzazione della “Risoluzione Fiano”, attraverso la consegna di un documento dal quale emergono le gravi carenze organiche in cui versano oggi i Vigili del Fooco in Italia: se infatti lo standard europeo del soccorso tecnico urgente prevede un Vigile del Fuoco ogni mille abitanti, in Italia abbiamo un solo Vigile del Fuoco ogni 15.000 abitanti. Segue la nota stampa dell’USB Precari VVF Calabria.

I lavoratori precari dei Vigili del Fuoco della Calabria, aderenti all’USB, Unione Sindacale di Base, hanno protestato sotto la sede regionale del Partito Democratico situata a Lamezia Terme.
La protesta per ribadire la centralità della posizione dei precari Vigili del Fuoco, lasciati a casa, dopo tanti anni di servizio come discontinui.
Alla luce della drammatica situazione vissuta oggi nelle aree terremotate del controitalia, le richieste di impementare l’organico dei Vigili del Fuoco con questo personale che è sì precario, ma che ha acquisito una professionalità importante in questi anni, assume oggi una valenza davvero prioritaria.
La protesta dei lavoratori è sfociata in un incontro tra l’USB ed una delegazione di lavoratori che hanno incontrato il Coordinatore Regionale PD Calabria Giovanni Puccio, il quale dopo un’attenta analisi dettagliata delle serissime problematiche di tutto il CNVVF (terremoto compreso), esposta dalla USB, ha ritenuto di inviare una nota di sollecito tempestiva agli organi competenti, per la tanto attesa “calendarizzazione” della “Risoluzione Fiano”, secondo gli accordi assunti lo scorso 21 luglio.
Inoltre lo stesso Puccio nel corso della riunione, accogliendo una richiesta dei lavoratori, ha comunicato che contatterà direttamente l’On. Agostini Roberta (Vice Presidente I Commissione Affari Costituzionali) e l’On. Mangorno, per sollecitare la calendarizzazione dei lavori.
Analoga richiresta è stata formulata ai parlamentari del Movimento 5 Stelle, Paolo Parentela, Cozzolino Emanuele, Federica Dieni e Alessandro Di Battista, incontrati successivamente a Soverato.
Anche da parte loro massima attenzione alle problematiche ed impegni per l’applicazione della cosiddetta “Risoluzione Fiano”.
USB Precari VVF Calabria